Беч, 6. IV 1871.
Inclita Giunta,
Nel giorno 26 testè decorso marzo, il signor Podestà di Zara Conte Begna, in unione al Presidente di quella Camera di commercio ed inđustria sig. Abelić, mi onorarono di una loro visita. In questa occasione i prelodati signori mi esternarono il loro desiderio di devenire ad una conferenza coi cinque Deputati dalmati al Consiglio dell’ Impero, pria d’intraprendere qualunque passo relativo alla loro missione a Vienna. Ho creduto mio obbligo, prima di esternarmi sulla proposta conferenza, di ripetere dai due signori una categorica dichiarazione sulla natura e latitudine del loro mandato, osservando contemporaneamente, che se la deputazione zaratina avesse l’intenzione d’ impugnare l’elaborato progetto di legge della ferrovia Knin−Spalato – che secondo le assicurazioni datemi dal signor Ministro del Commercio, sarebbe presentalo alie Camere per la trattazione costituzionale ancora in questa sessione − non potrei in tal caso aderire al desiderio espressomi dalla rispettabile deputazione, nè prendere parte ad una qualunque conferenza.
Piacemi constatare, che i prelodati signori asseverarono essere ben lontani dall’ impugnare o comunque pregiudicare il progetto della ferrovia Knin−Spalato, protestando contro qulinque sospetto esclusivo ed egoistico che abbia potuto sollecitare la loro missione a Vienna, e mi assicurarono non aver dessi altra mira tranne quella di propugnare che nel progetto di cui è parola sia compreso anche il tronco Zara−Knin.
Ottenuta questa esplicita dichiarazione e l’ assenso de’ miei colleghi, ho indetta la domandata conferenza pel giorno successivo in uno dei locali della Zeughaus, sollecitato anche dal fatto, che la deputazione zaratina aveva dichiaralo di non intraprendere nessun passo che precedesse la desiderata conferenza.
Diffatti nel giorno 27 ci trovammo uniti, ed udimmo ripetuta ed accentuata dalla bocca della deputazione sullodata, come pure dall’assessore della Giunta D.r Bersa − che alla deputazione stessa erasi aggiunto per un conchiuso di codesta Inclita Giunta − quella stessa dichiarazione che il giorno precedente avevano a me fatta i signori Begna ed Abelić.
Prima di procedere all’esame della questione, se ed in quanto i Deputati dalmati al Consiglio dell’Impero volessero e potessero ottemperare ai desiderȋ esternati dalla deputazione zaratina, che chiedeva il concorde loro appoggio nel propugnare che nel progetto di legge della ferrovia Knin−Spalato sia compreso anche il tronco laterale Knin−Zara; pregai i signori di permettermi a recarmi presso il signor Ministro del Commercio, il quale si trovava accidentalmente in una sala vicina, dove il Comitato finanziario teneva seduta, e di domandarlo se fosse già stato umiliato a S. M. l’Imperatore il rapporto con cui si chiedeva la sovrana autorizzazione di presentare alla Camera il progetto di legge della ferrovia Knin−Spalato, rapporto che dietro suo permesso io aveva letto due giorni avanti presso il referente D.r Wittek.
Recatomi al Comitato, quale fu la mia sorpresa e profonda sensazione nell’ udire che quel rapporto non sarà per ora presentato, e che l’intero progetto doveva essere differito ed assoggettato a nuovi studi. Tomai alla conferenza e comunicai ai presenti la trista notizia, e così ci separammo senza devenire a nessuna conclusione.
Il giomo successivo mi sono portato in unione agli onorevoli miei colleghi dal signor Ministro, dove con calde parole gli esternammo il nostro rammarico per il frapposto ritardo, e l’imbarazzo in cui ci troviamo dopo tante promesse ed assicurazioni. Sua Eccellanza rispose presso a poco soci: Aver nutrito le migliori speranze di poter ancora in questa sessione produrre alle Camere il progetto della ferrovia Knin−Spalato, tanto è vero che il lavoro era pronto per la spedizione; che però la discussione avuta luogo recentemente, sia nella Commisione finanziaria che nella Camera dei Deputati, relativamente alla ferovia che deve unire l’Ungheria alla Galizia, lo aveva consigliato a soprassedere alla presentazione di tutti i quattro progetti di legge delle ferrovie dalmata, istriana, del Predil e del Voralberg, onde non esporli ad una certa rejezione. Egli convenne in ciò, che progetti meno perfetti sieno stati sotto i Governi precedenti presentati ed accettati dalle Camere, ma che presentemente tanto l’atmosfera politica in generale, quanto il bisogno di aprofittare nelle nuove costruzioni di tutte le conquiste della scienza ed esperienze fatte negli ultimi tempi, consigliavano il Governo a presentarsi alle Camere con un progetto non solo migliorato e perfezionato dal lato tecnico, ma anche relativamente più economico. Osservava inoltre S. E. che secondo il piano elaborato, or sono parecchi anni, una lega di strada ferrata in Dalmazia verrebbe a costare circa un milione e duecento mille fior… somma enorme, che farebbe alterare di tanto la tariffa, da avvilire gli introiti e consigliare I mercanti a valersi anche in avvenire della via di mare. Sperar egli che, elimanato qualunque lusso superfluo ed introdotto il nuovissimo sistema di costruzione applicato recentemente nell’America, si potrebbe conseguire un risparmio in modo da ridurre a circa fiorini 860,000 per lega la spesa preliminata. Finalmente ci assicurò, che il Govemo è animato delle migliori intenzioni per venire in soccorso di un paese sinora tanto trascurato, ed una prova della sua propensione starebbe in ciò, che dopo le ferie pasquali il Governo produrrebbe alle Camere il progetto di legge per la costruzione del porto di Spalato, quale conseguenza della futura ferrovia.
Noi ripetemmo le espressioni del nostro vivo rincrescimento, aggiungendo ancora, che sarebbe di nostro obbligo lo esaminare con maturo riflesso se la nostra presenza al Consiglio dell’Impero, dopo tale incidente, fosse giustificabile. Egli ci assicurò, nel prendere da noi commiato, che il differimento dipendeva da un conchiuso del Consiglio ministeriale, che il Consigliere aulico Nördling partirebbe quanto prima per la Dalmazia onde fare degli studȋ sulla faccia del luogo, per procurare di ridurre le spese di costruzione ad una cifra compatibile, e che era meglio attendere qualche mese, che esporre lo schema ad una sicura rejezione per parte dei poteri costituiti.
La sera del 31 mi è pervenuto da essa Inclita Giunta il dispaccio telegrafico pubblicato nel n.o 26 del periodico il Nazionale.
Appena da me inteso 1’ arrivo a Vienna delle varie deputazioni dalmate, mi sono permesso di invitare per iscritto tanto i miei colleghi quanto i membri delle prelodate deputazioni ad una conferenza, che sotto la mia presidenza, sarebbesi tenuta nel giomo 3 aprile dela sala del club del centro destro: „collo scopo d’impedire che singoli conati possano più a lungo differire la presentazione del disegno di leggé sulla ferrovia dalmata, e di procurare l’unione delle singole forze in un’ azione comune“.
Si sono degnati di rendersi all’invito alle ore 5, oltre ai miei onorevoli colleghi, i signori Abelić, Bajamonti, Begna, Bersa, Frari, Kovačević, Lubin, Rossignoli, Tomašić e Zafron.
Dopo un discorso da me tenuto sul bisogno di agire di comune accordo, ho motivato, quanto meglio per me si poteva, la seguente dichiarazione:
„I rappresentanti della Dieta dalmata al Consiglio dell’Impero come pure le deputazioni dei Comuni e Camere di commercio ed industria delle citta di Zara, Spalato, Sebenico e Traù, come pure il rappresentante della Giunta Provinciale, dichiarano di voler congiungere tutti i loro sforzi, e di agire in modo che nel progetto di legge che sarà, presentato dal Governo di S. M. al Reichsrath, sieno compresi anche i rami laterali Zara, Sebenico e Traù.“
In appoggio della mia mozione, tra le altre cose, dissi: La ferrovia principale Spalato−Knin, diretta a congiungere la Provincia alle reti ferroviarie austro-ungheresi, come pure ad estendersi in avvenire verso il mezzodì del Regno, non potrebbe soffrire alcun pregiudizio dalla domanda di avere contemporaneamente anche i tronchi laterali, dacchè, non riguardi locali, commerciali ed economici consigliavano il Governo di sollecitare la contruzione di quella ferrata, ma supreme ragioni di Stato, e specialmente strategiche, influivano renderla indispensabile. Non poter quindi la mia mozione pregiudicare la questione pricipale, ma se pure un pregiudizio potesse questa ultima soffrire, lo sarebbe piuttosto in un disaccordo che ci comprometterebbe in faccia al Governo ed al paese. Essere d’altronde giustificato qualunque zelo delle citta litorane, per cui la strada ferrata è questione di esistenza.
Dopo tre ore di discussione fu accettata la mozione di aggiornamento a domani, proposta dal D.r Rossignoli.
Riaperta la conferenza alle ore 10 a. m., il Deputato Vojnović fece un’ emenda in via di aggiunta alla mia proposta, la quale suona: ritenuto doversi concordemente appoggiare il tronco Knin−Spalato...
Il D.r Bajamonti, considerando che la mia proposta potrebbe mettere in forse o almeno differire di molto il progetto principale, presentò, la seguente mozione:
„I Deputati… dichiarano di adoperarsi con tutti i mezzi che stanno in toro potere per conseguire l’immediata approvazione del progetto di legge relativo alla linea ferroviaria Knin−Spalato, e di raccomandare vivamente al Governo di S. M. la presentazione di progetti di legge relativi alla costruzione delle linee laterali Zara−Sebenico−Traù.“
Dopo quattro ore di discussione, in cui presero parte quasi tutti i membri della conferenza, specialmente I dottori Bersa ed Antonietti, che appoggiavano la mia mozione, ed il Consigliere Tomašić che la combatteva; e dopo la mia osservazione preliminare, she una qualunque delle propose non potrebbe avere forza moralmente obbligatoria se non quando fosse accettata ad unanimita, posi a voti la mia mozione coll’ emendamento Vojnović. Meno la Deputazione spalatina, essa fu accettata da tutti gli altri intervenuti.
Nel chiudere la conferenza deplorai, che un accord non si sia potuto ottenere. Esternai la speranza che, quantunque il disaccordo nell’ accettare un vincolo formale possa apparire pericoloso, pure la carità di patria ci consiglierebbe a non intraprendere nessun atto o fatto che potrebbe più a lungo privare la Dalmazia di quel polente fattore di ricchezza e civillà che rese felici le alire provincie dell’ Impero, e che in ogni modo la condotta dei Deputati al Consigglio dell’ Impero sarà quella di promuovere il bene generale secondo i principi tracciati nell’ indirizzo votato dalla Dieta del Regno a S. M. l’ Imperatore.
Pria di chiudere devo protestare contro qualunque sospetto, che influenze estranee abbiano potuto differire la presentazione dello schema di legge della ferrovia dalmata.
Trovo mio debito di dar parte all’inclita Giunta di quanto fu da me operato in seguito al sulodato suo telegramma, e di pregarla di rendere il presente scritto di pubblica ragione.
Vienna, 6 aprile 1871
St. Ljubiša
Presidente della Dieta
e Dep al Consiglio dell’impero



Нема коментара:
Постави коментар