Беч. 11. II 1864.
Mio Stimatissimo Sige. Amico!
Sono cinque mesi da quando sono travagliato dalla febbre intermittente ed oggi stesso attendo un assalto. Sarei già partito se il freddo me lo permettesse, ma spero di partire in pochi giorni o dalla piú lunga Martedí prossima. Era desideroso venire a Praga per vederla e salutarla, ma la salute non mi à permesso. Per altro non voglio partire senza darle di me notizie, quindi accetti i miei saluti ed i sensi della mia eterna gratitudine.
Un giorno che io era a letto colla febbre il deputato Cerne mi à fatto firmare un Antrag del Rÿger ledente i miei principi. Egli me lo à mal tradotto, mi disse che si trattava d’introdurre il nostro codice nell’Ungheria, non di tangere il diploma di Ottobre e di centralizzare l’amministrazione della giustizia. Quando ò letto nei fogli Italiani la traduzione mi è venuta dalla bille la febbre, ed oggi ò spedito al Napredak una protesta essendo stato ingannato. Il Cerne non lo ha fatto certo con malizia ma per leggerezza o per non aver egli stesso capito bene l’oggetto. In ogni caso la mia firma non involve il mio voto nè immuta i miei principi. La prego di voler publicare nel Narod quella dichiarazione che tra breve leggerà nel Napredak. Mi continui a voler bene e mi ricordi con stima agli amici.
di Lei affezionatissimo Amico
S. Ljubiša



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